Dovrei non crederti più, ma ho imparato ormai che le tue parole sono cloroformio per la mia instabile felicità, e allora non mi arrabbio più, ma ci resto male uguale. Non è vero che il ‘’condottiero’’ che torna indietro è capace di riconquistare la terra perduta soltanto visitandola dieci volte all’anno, la terra resta di chi c’è sempre a prendersi cura di lei, di chi si batte per difenderla, di chi dolcemente ne cosparge i semi, e ne raccoglie i frutti. Io non sono più un passatempo, neanche voglio esserlo per te, non voglio più essere la parentesi di quel pomeriggio libero che cerchi di dedicarmi, non voglio più stare lì ad aspettarti invano, perché tu non torni, non lo fai mai, e cercarti senza una risposta non fa che farmi doppiamente male, quel telefono maledetto squilla a vuoto ma tu non dai mai cenni di vita, ne di semplice esistenza. E’ sempre a me che tocca immaginarti, dedicarti cose che il più delle volte non leggi, è sempre mia la delizia e la croce di chi vive aspettando. E si, voglio esserti soltanto amica per tutti questi motivi. A volte ti faccio stare bene, tu fai altrettanto, ma siamo semplicemente due mondi che non si incontreranno mai, troppo distanti, troppo uguali e diversi. Abbiamo sempre avuto e abbiamo ancora oggi miliardi di ostacoli contro il nostro ‘’stare insieme’’, non inteso come relazione, ma come semplice sentirsi, darsi conforto, essere amici e basta. A noi non è possibile, non è possibile nulla a dire il vero, ogni cosa che voglio io da te, con te, per te, gira al contrario e mi si ritorce contro, e allora perché sono qui che ancora mi faccio del male?